Quando le vacanze servono a fare ordine mentale

Sono tornata dopo due settimane di mare in una piccola isola del Dodecanneso, dove ogni posto per fare il bagno in un’acqua limpida, chiara e piacevole da sentire sulla pelle è raggiungibile più o meno in un’oretta di ventilata passeggiata, con la sgradevole sensazione di non essermi granchè goduta quella bellezza, perché una serie di pensieri mi avevano seguita e non mi avevano dato pace.

Avevo bisogno di fare un po’ di ordine nella mia testa…

Per fortuna avevo ancora una settimana di ferie da passare in Val Ferret.. Mi sono armata di scarponcini e zaino e sono partita, con la mia famiglia, fiduciosa del potere tranquillizzante che la montagna ha per me.  Grazie alla giusta commistione di stanchezza e appagamento che le passeggiate mi offrono, riesco generalmente a vedere i problemi in una nuova prospettiva e a dare una giusta sistemazione a quei pensieri che se ne vanno per conto loro, creando confusione e   disagio.

Anche una Professional Organizer ha bisogno di fare ordine in se stessa, a volte !

E in questa settimana, ai piedi del Monte Bianco,  circondata dalle montagne e da un bel gruppo di persone che condividono lo stesso amore per questo ambiente, ci sono riuscita.

Ho fatto una gita al giorno. Niente di particolarmente impegnativo, 3-400 mt di dislivello, ma ricchi di paesaggi e scenari che non smettono mai di sorprendermi.  Il meraviglioso di queste valli è che ovunque ti trovi, appena alzi un po’ lo sguardo il panorama ti mozza il fiato. Cammini su un sentiero e ammiri uno spettacolo così bello e vario, tra pendii erbosi e ghiacciai azzurri sullo sfondo,  che rimani a bocca aperta quando la strada fa un tornante e ti ritrovi, esattamente al contrario, ad ammirare un’altra veduta altrettanto incantevole, solo con altri monti, altri boschi, altre nevi.

Che quelle rocce innalzantisi in forma di mirabile architettura – diceva Walter Bonatti -, quei canaloni ghiacciati salenti incontro al cielo, quel cielo ora azzurro profondo dove l’anima sembra dissolversi e fondersi con l’infinito, ora solcato da nuvole tempestose che pesano sullo spirito come una cappa di piombo, sempre lo stesso ma mutevolmente vario, suscitano in noi delle sensazioni che non si dimenticano più. Non solo. Nonostante la nutrita presenza umana, la montagna permette anche di sentirsi in profondità, al ritmo del proprio respiro, con calma, un passo dopo l’altro. E un passo dopo l’altro, con uno sforzo adeguato alle proprie forze, anche il groviglio di pensieri si dipana, e piano piano ritorna l’ordine.

A volte basta poco, a volte è necessario un impegno un po’ più sostenuto, ma capire di averne bisogno e mettersi nella condizione di affrontare il percorso, con l’attrezzatura giusta, è il primo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo, che non necessariamente è il Monte Bianco scalato con ramponi e piccozza, ma magari attraversato con la funivia (che, tra parentesi, è un’esperienza unica da fare almeno una volta nella vita!).

…Insomma, ho fatto un pieno di emozioni, ho messo in ordine i miei pensieri confusi e sono carica di entusiasmo e voglia di fare. Il che non è male per riprendere il lavoro e affrontare l’ultimo periodo dell’anno, no?

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