Se non hai voglia di farlo non farlo. Rilassati!

Recentemente un cliente che ormai posso definire “storico”, perché sono la sua assistente on-demand da più di tre anni, mi ha dato un incarico particolare. Ha venduto alla sorella la sua porzione di una casa che avevano ereditato alla morte dei genitori, ma, siccome tra di loro, ahimè, non scorre più buon sangue, non aveva nessuna voglia di vederla. Così ha pensato di delegare me, con un atto notarile, ad espletare la pratica. Io sono andata all’appuntamento al posto suo, ho firmato l’atto di vendita e ho ricevuto l’assegno circolare intestato a lui.

Una mansione che va abbastanza al di là di ciò che mi capita di fare normalmente, ma che mi ha fatto particolarmente piacere svolgere, perché ha presupposto da parte del mio cliente una fiducia molto elevata nei miei confronti.  E’ un’osservazione ovvia? Può anche darsi, perché è pieno di assistenti di direzione che si prendono responsabilità al di là delle loro mansioni, ma nel mio campo di assistente di freelance, di persone che manco lontanamente si immaginavano di poter avere a disposizione un servizio così specifico per le loro attività, secondo me è una svolta che in certi casi può davvero portare a virare situazioni spiacevoli, in momenti vissuti con serenità.

Mi sono immaginata, per esempio l’incontro di questi due fratelli davanti al notaio… Prima arriva la sorella e poi lui, il mio cliente. Si siedono intorno al tavolo al quale li ha accompagnati una segretaria che dice loro che il notaio arriverà di lì a poco. Il silenzio imbarazzato tra i due è così denso che fa star male solo a pensarlo. Poi uno comincia a giocherellare con una penna e l’altro guardare le etichette dei faldoni del notaio. Si sentono i respiri. Gli occhi non si incrociano mai ed è un tormento, perché è inevitabile che lo sguardo vaghi. Bisogna concentrarsi per  non soffermarsi sull’altro. Poi finalmente il notaio arriva e allora gli occhi sono puntati tutti lì. Lui legge gli atti ad una velocità supersonica in cui non si capisce nemmeno il senso delle frasi, si firmano i documenti,  ci si rivolge di nuovo al notaio per scambiarsi l’assegno e poi via il più in fretta possibile, salutandosi con un sorriso forzato e una stretta di mano peggio di due estranei… Che momento di pena per tutti! Che ansia, che malessere…

Invece per me è stato facilissimo! Prima che arrivasse il notaio ho salutato cordialmente la sorella , abbiamo amabilmente parlato del tempo e della cronaca cittadina; ho persino interrotto più volte la cantilena del notaio, perché non capivo esattamente ciò che stava leggendo e, una volta firmato e preso l’assegno ho accettato di prendere un caffè con lei. Tutti eravamo molto sereni e rilassati. Anche il mio cliente che in quel momento stava tranquillamente lavorando nel suo ufficio.

Costo emotivo? Minimo per tutti, sia per i fratelli, che si sono risparmiati chissà quali rigurgiti di rancore sia per me, che, essendo estranea e non conoscendo le loro vicende, ho vissuto spensieratamente l’incontro.

Costo economico? Il notaio è costato circa € 120,00 e io in tutto ho lavorato 2 ore, per un costo complessivo di € 60,00 (+ rivalsa cassa).

Ne valeva la pena? Secondo me sì, visto il risultato dal punto di vista della qualità del tempo di tutti i protagonisti.

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